
ARCHITETTURA MODERNA | Conoscere e conservare
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AUTODESK FORMA | Progettare con Intelligenza Artificiale parametrica
1 Agosto 2025Il corso si propone di fornire gli strumenti per sviluppare una comunicazione responsabile, consapevole e orientata al bene comune, cruciale nell’era di internet e degli smartphone. Nello specifico, esplora il significato profondo e l’importanza cruciale dell’etica nella comunicazione professionale contemporanea. Partendo dal considerarla come atto intrinsecamente umano, e di come le parole possano avere un impatto significativo, ossia come la comunicazione possa essere “buona” o “scorretta”.
Attraverso diverse lezioni, verranno approfonditi:
- I fondamenti dell’etica della comunicazione: Dalla riflessione sui principi guida delle nostre azioni all’insufficienza dei soli codici deontologici, sottolineando la necessità di una profonda motivazione etica.
- I modelli di “buona comunicazione”: Verranno esplorate diverse prospettive, dal rispetto della natura umana e del diritto di espressione, al dialogo autentico, alla chiarezza per un pubblico ampio, all’utilità collettiva e all’integrazione di principi etici come giustizia, solidarietà e responsabilità.
- Esempi concreti nei settori chiave: Verrà analozzata l’applicazione dell’etica nel giornalismo (con un focus sull’onestà e la trasparenza), in televisione (critica alla logica commerciale e ruolo attivo dello spettatore) e su internet (navigare tra informazioni verificate e fake news, divario digitale e uso improprio delle tecnologie).
- L’etica della comunicazione nell’era digitale e le fake news: Si approfondirà l’impatto della tecnologia, la creazione dell'”infosfera” e la necessità di educare a un uso responsabile, recuperando la motivazione alla verità per contrastare la polarizzazione e la violenza.
- La comunicazione in architettura: Un caso di studio per comprendere come professionisti come gli architetti possano comunicare il valore del proprio lavoro, sfruttando le nuove tecnologie (BIM) e l’evoluzione dei canali social. Focus sull’emergere di nuove figure professionali come l’arch-influencer e l’architeller.
- Il ruolo dell’ironia e della satira: Dialoghi su come l’ironia possa portare maggiore consapevolezza in discipline percepite come molto serie, come l’architettura, e come l’approccio ludico, invece, possa stimolare la riflessione.
Crediti Formativi: 4 Deontologici
Prima lezione
La prima lezione di “Etica della comunicazione” esplora il significato e l’importanza di questa disciplina. L’etica intesa come la riflessione sui principi che guidano le nostre azioni e la comunicazione come un’azione intrinsecamente umana che va oltre la semplice trasmissione di informazioni, includendo il coinvolgimento e la creazione di uno spazio comune. Viene sottolineato che, essendo un atto umano, la comunicazione può essere eseguita in modo corretto o scorretto, con parole che possono avere un impatto significativo. La lezione discute anche l’importanza dell’etica della comunicazione nelle professioni legate alla comunicazione e l’insufficienza dei soli codici deontologici, sostenendo la necessità di una più profonda motivazione etica per garantire una comunicazione responsabile.
Seconda lezione
La seconda lezione di “Etica della comunicazione” analizza il concetto di “buona comunicazione” attraverso la presentazione di cinque modelli principali. Il primo modello definisce la buona comunicazione come quella che rispetta la natura umana e il diritto di espressione. Il secondo modello la identifica con il dialogo autentico, basato sulla ricerca di un’intesa reciproca. Il terzo modello si concentra sulla comunicazione rivolta a un pubblico ampio, sottolineando l’importanza di essere chiari e comprensibili. Il quarto modello definisce la buona comunicazione in termini di utilità collettiva, che contribuisce a migliorare la democrazia e la partecipazione. Infine, il quinto modello, “etica nella comunicazione”, sostiene che i principi etici come giustizia, solidarietà e responsabilità sono intrinseci all’atto stesso del comunicare. In sintesi, la lezione offre una panoramica dei diversi principi e criteri che guidano l’etica della comunicazione.
Terza lezione
La terza lezione di “Etica della comunicazione” esplora esempi concreti di buona comunicazione in tre settori principali: stampa, televisione e internet. Per quanto riguarda il giornalismo, si sottolinea che l’onestà è più importante dell’irraggiungibile obiettività, e che la fiducia del lettore si conquista con la trasparenza. Nel contesto televisivo, si critica la logica commerciale che abbassa la qualità dei contenuti e si evidenzia come la rivoluzione digitale abbia dato agli spettatori un ruolo più attivo e la possibilità di scegliere. Infine, per internet, viene descritto come un vasto spazio di interazione che richiede un forte orientamento etico per navigare tra informazioni verificate e false, affrontando problemi come il divario digitale e l’uso improprio delle tecnologie. La lezione si conclude con una riflessione sulla responsabilità individuale nel rendere la propria comunicazione “buona” nell’era del Web 2.0 e degli smartphone.
Quarta lezione
La lezione analizza l’etica della comunicazione nell’era digitale, con un focus particolare sul fenomeno delle fake news. Si evidenzia come la tecnologia abbia creato un “ambiente comunicativo” o “infosfera”, in cui i flussi di informazione sono in gran parte autonomi e non più sotto il nostro controllo diretto. Questo scenario solleva importanti questioni etiche su come ci relazioniamo a questa nuova realtà. L’approccio proposto non è quello di demonizzare la tecnologia, ma di educare a un suo uso corretto e responsabile, sottolineando l’importanza di mantenere un equilibrio tra le opportunità offerte e i rischi connessi. Un esempio emblematico è la diffusione delle notizie false, che, sfruttando l’apparenza di verità e la polarizzazione delle opinioni, minano la fiducia, fondamento essenziale della comunicazione. Viene sottolineata la necessità di recuperare la motivazione alla verità, specialmente per chi opera nel campo della comunicazione, per contrastare la tendenza a considerare tutto come semplice opinione e per prevenire la violenza che può derivare dalla mancanza di un terreno comune di dialogo.
Quinta lezione
La lezione discute della esperienza nel comunicare l’architettura contemporanea attraverso canali social, per colmare una lacuna nella comprensione pubblica della professione di architetto, illustrando il processo creativo e i materiali dietro gli edifici. Viene sottolineata l’importanza per gli architetti di comunicare il valore del proprio lavoro, specialmente in un contesto normativo come quello italiano che non distingue nettamente le competenze professionali. Si discute anche dell’avanzamento tecnologico nel settore, con un focus sul BIM (Building Information Modeling), evidenziando come questo strumento, sebbene poco utilizzato in Italia, rappresenti una necessità attuale per la progettazione e la manutenzione a lungo termine degli edifici. La conversazione si conclude sottolineando l’importanza per gli architetti di oggi di possedere competenze in comunicazione, formazione continua, credibilità e integrità, e suggerendo l’inclusione del marketing nei percorsi universitari come strumento fondamentale per la carriera.
Sesta lezione
La lezione discute dell’evoluzione della comunicazione in architettura, un tema già esplorato nel 23° Congresso Mondiale degli Architetti del 2008 a Torino. L’avvento di Facebook nello stesso anno ha segnato una rivoluzione, spingendo architetti come Bjarke Ingels a spostare l’attenzione dal progetto al messaggio, utilizzando nuovi formati come fumetti e documentari per narrare le proprie opere. Viene menzionato anche Rem Koolhaas per il suo approccio innovativo alla comunicazione. L’impatto dei social media ha reso i contenuti più accessibili, ma ha anche richiesto una maggiore qualità e capacità di coinvolgimento per creare una community. Emergono nuove figure professionali come l’arch-influencer e l’architeller, un ruolo, quest’ultimo, che sta aiutando i professionisti a raccontarsi.
Settima lezione
La lezione discute del ruolo dell’ironia e della satira nell’architettura. Si evidenzia come l’architettura, percepita come una disciplina molto seria, fatichi a integrare l’ironia, che invece può portare maggiore consapevolezza sulle sfide contemporanee. Il progetto Alvar Altissimo, nato nel 2016, mira proprio a scherzare sull’architettura, traendo ispirazione da figure come il gruppo radicale Superstudio, l’architetto e vignettista Piero Portaluppi e riferimenti non architettonici come il surrealismo e la musica di De André e Caparezza. Pur non essendo ostile all’intelligenza artificiale. Si discute, inoltre, la natura dei lavori in relazione al concetto di meme e arte, esplorando l’idea di esporre i meme come opere d’arte in un museo.
Docenti
Redazione Smart Ark Academy





