La tavola rotonda, formata da esperti di vari ambiti, è chiamata ad apportare una visione critica del concetto di confine e città, contestualizzandolo con la realtà attuale, da un punto di vista multidisciplinare lo scopo di mettere a sistema una visione condivisa ed aggiornata sulla questione dei confini materiali e immateriali della città contemporanea.
Intervengono:
- Andrea Aleardi, direttore Fondazione Michelucci
- Ilaria Riccioni, sociologa (Libera Università di Bolzano)
- Elena Ostanel, urbanista e consigliera Regione Veneto
- Camilla Perrone, urbanista (Università di Firenze)
La proposta formativa propone i contributi emersi al convegno focalizzato sui “confini della città” e sulla loro interpretazione come spazio di progetto su cui operare come architetti, urbanisti, promotori di politiche urbane, proponendo approcci di responsabilità sociale verso la comunità che la città esprime.
L’introduzione sottolinea l’importanza di ridefinire le questioni relative all’abitare il confine, richiamando la visione di Giovanni Michelucci che invitava a superare le accezioni segregative degli spazi urbani, aprendo il progetto ad una visione del margine come contesto poroso e relazionale.
Crediti Formativi: 2 Deontologici
La tavola rotonda
Gli interventi multidisciplinari della tavola rotonda si concentrano inoltre sulla crisi delle istituzioni e della politica proponendo una nuova analisi della relazione tra comunità e istituzioni. Le discussioni affrontano il ruolo della cultura e degli operatori intermedi per colmare il divario tra ricerca, progetto e problematiche sociali e sull’importanza dell’azione civica organizzata e non come strumento di coprogettazione, concludendosi con una riflessione sulla necessità di una nuova progettazione politica e istituzionale per affrontare anche problemi complessi come le periferie, le carceri e il diritto alla casa.
Introduzione sulla deontologia della professione
L’introduzione presenta il corso formativo “I Confini della Città”, parte del ciclo più ampio intitolato “Le responsabilità sociali dell’architetto”. L’obiettivo principale è quello di estendere la visione professionale dell’architetto oltre la semplice progettazione edilizia, includendo le dimensioni etiche, sociali e culturali del contesto in cui opera. I punti chiave sono i seguenti:Il Ruolo Etico dell’Architetto: Il percorso invita i professionisti a integrare la componente deontologica ed etica nei loro progetti, lavorando nell’interesse della collettività e non solo del committente.Il Concetto di “Confine”: Ispirandosi al pensiero di Giovanni Michelucci, il corso propone di rileggere il “confine” non come una barriera o elemento di separazione, ma come uno spazio poroso, relazionale e un autentico “spazio di progetto”.Approccio Multidisciplinare: Il programma integra contributi di sociologi e urbanisti (come quelli emersi dal convegno della Fondazione Giovanni Michelucci) per analizzare le dinamiche tra istituzioni, comunità e territorio.Temi Sociali: Vengono affrontate problematiche complesse e di alta rilevanza sociale come le periferie, le carceri e il diritto alla casa, sottolineando l’importanza dell’azione civica e della co-progettazione.In definitiva, il corso mira a fornire ad architetti e urbanisti gli strumenti critici necessari per operare con una rinnovata consapevolezza etica e sociale.
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